Scheda patologia
Scheda: Malattia di Dupuytren

La malattia di Dupuytren è una patologia fibroproliferativa cronica dell’aponeurosi palmare, struttura fibrosa posta appena sotto la cute del palmo, caratterizzata dalla formazione di noduli e cordoni fibrosi sottocutanei che, nel tempo, possono determinare una progressiva retrazione delle dita verso il palmo della mano.
Nelle fasi iniziali, la malattia si manifesta generalmente con la comparsa di un nodulo sottocutaneo duro. Con la progressione della patologia, in alcuni pazienti si sviluppano cordoni fibrosi che determinano una retrazione progressiva dei tessuti.
Le dita maggiormente coinvolte sono l’anulare e il mignolo. La patologia è generalmente indolore, ma può compromettere significativamente la funzionalità della mano.
Quando la retrazione limita l’estensione delle dita e interferisce con le attività quotidiane, può essere indicato un trattamento chirurgico specialistico, seguito da un percorso riabilitativo mirato.
Che cosa succede nel palmo
L’aponeurosi palmare è una struttura fibrosa situata superficialmente rispetto ai tendini flessori e alle strutture neurovascolari della mano. Svolge una funzione di protezione e contribuisce alla stabilità dei tessuti palmari.
Nella malattia di Dupuytren si verifica un processo fibroproliferativo caratterizzato dall’attivazione dei fibroblasti e dalla differenziazione in miofibroblasti, con un’aumentata produzione e deposizione di collagene. Questo processo determina inizialmente la formazione di noduli e successivamente di cordoni fibrosi, che possono andare incontro a retrazione e accorciamento, provocando una progressiva deformità in flessione delle dita.
Le dita più frequentemente interessate sono l’anulare e il mignolo, mentre il coinvolgimento dell’indice e del pollice è meno comune. La malattia può interessare entrambe le mani, con gravità variabile, e presenta una significativa componente genetica e familiare.
Come accorgersene
Uno dei segni clinici più caratteristici è l’impossibilità di appoggiare completamente il palmo e le dita su una superficie piana, fenomeno valutabile mediante il cosiddetto test del tavolo (tabletop test).
Nelle fasi iniziali, la presenza di noduli palmari può non determinare limitazioni funzionali evidenti. Con la progressione della retrazione, possono comparire difficoltà nelle attività quotidiane che richiedono l’estensione delle dita, come introdurre la mano in una tasca, indossare guanti, appoggiare la mano su una superficie o eseguire una presa con apertura ampia della mano.
Il ruolo della fisioterapia
La fisioterapia non è in grado di eliminare i noduli o di risolvere direttamente i cordoni fibrosi responsabili della retrazione. Nelle fasi iniziali, il suo contributo consiste principalmente nella valutazione e nel monitoraggio della mobilità articolare, della progressione della deformità e delle eventuali limitazioni funzionali, in collaborazione con lo specialista di riferimento.
Dopo un trattamento chirurgico o mini-invasivo, la riabilitazione assume un ruolo importante nel recupero funzionale della mano. Il programma fisioterapico può comprendere la gestione della cicatrice, il recupero dell’escursione articolare, il trattamento dell’edema, il recupero della destrezza e della forza di presa.
È indicato l’utilizzo di un tutore in estensione per mantenere l’estensione ottenuta con il trattamento. Nel frattempo si eseguiranno esercizi specifici anti-edema e di scorrimento tendineo per evitare l’instaurarsi di aderenze tra la cicatrice e i tessuti sottostanti.
Poiché la malattia può recidivare o progredire anche dopo il trattamento, il follow-up specialistico e il monitoraggio rappresentano elementi importanti nella gestione a lungo termine.
Sintomi
- Noduli sottocutanei duri nel palmo della mano, generalmente indolori e spesso localizzati in corrispondenza dell’anulare e del mignolo.
- Formazione di cordoni fibrosi palpabili che si estendono dal palmo verso le dita.
- Progressiva riduzione dell’estensione delle dita interessate.
- Impossibilità di appoggiare completamente la mano su una superficie piana.
- Limitazione dell’estensione passiva delle dita nei casi più avanzati.
- Difficoltà nelle attività quotidiane.
- Condizione indolore.
Trattamenti
Monitoraggio e consigli
Nelle fasi iniziali si misura periodicamente quanto le dita si stendono, così da cogliere per tempo un peggioramento.
Riabilitazione dopo intervento o aponeurotomia
Dopo il trattamento medico o chirurgico si lavora sulla cicatrice, sulla mobilità delle dita e sul recupero della presa.
Tutori
Tutori su misura per mantenere la distensione guadagnata nelle settimane successive al trattamento.
Quando rivolgersi subito a uno specialista
- Dito che si piega rapidamente in poche settimane.
- Rigidità che impedisce di afferrare oggetti o di lavarsi la mano.
- Dolore intenso, arrossamento o calore al palmo.
- Perdita di sensibilità o dita fredde dopo un intervento.
Mappa del dolore
Tocca il punto del braccio in cui senti dolore e guarda cosa c’è sotto, in 3D.
Se ti riconosci in questi sintomi
Prenota una valutazione fisioterapica specialistica della mano.


