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Scheda patologia

Scheda: Lesioni Nervose

21 ottobre 2026 4 min Luca Bonato Revisionato il 21 ottobre 2026
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Modello anatomico della muscolatura del braccio

Una lesione dei nervi mediano, ulnare o radiale riduce la sensibilità e la forza nella parte di mano che quel nervo serve. Il nervo ricresce lentamente, quindi il recupero richiede mesi. La riabilitazione mantiene mobili le articolazioni, protegge la mano e rieduca sensibilità e movimento.

Una lesione nervosa toglie due cose insieme: la sensibilità di un territorio della mano e la forza dei muscoli che quel nervo comanda. È una combinazione che rende l’arto difficile da usare anche quando la forza residua sarebbe sufficiente, perché una mano che non sente non sa dosare la presa.

I tre nervi della mano e che cosa succede quando si lesionano

Nervo

Che cosa governa

Se si lesiona

Mediano

Buona parte della sensibilità del palmo e delle prime dita, e i muscoli che oppongono il pollice

Si compromettono le prese di precisione

Ulnare

La muscolatura intrinseca della mano, quella che coordina le dita fra loro

Nel tempo compaiono l’atteggiamento a griffe delle ultime dita e una notevole perdita di destrezza

Radiale

Soprattutto il movimento: l’estensione del polso e delle dita

Il polso «cade» e la mano non riesce ad aprirsi per afferrare

Il tempo, qui, è un fattore biologico

Un nervo periferico può rigenerare, ma lo fa lentamente e con un ordine preciso: la fibra ricresce dal punto di lesione verso la periferia a una velocità dell’ordine del millimetro al giorno. È il motivo per cui una lesione al gomito richiede molti mesi prima che i muscoli della mano ricevano di nuovo un segnale. In quell’intervallo il rischio non è l’attesa in sé, ma ciò che accade mentre si aspetta: le articolazioni lasciate senza movimento si irrigidiscono, e la muscolatura denervata perde struttura. Un muscolo che riceve di nuovo il nervo dopo troppo tempo può non essere più in grado di rispondere.

Il ruolo della fisioterapia

Il compito della riabilitazione è tenere la mano pronta per il momento in cui il nervo tornerà. Le ortesi hanno qui una doppia funzione: proteggere nella fase di guarigione ed evitare le retrazioni, e sostituire funzionalmente i muscoli che non rispondono, così che la persona possa continuare a usare la mano. La terapia manuale mantiene mobili articolazioni e piani di scorrimento. La rieducazione sensoriale è la parte più specialistica: si riallena il cervello a interpretare i segnali che tornano, che all’inizio sono confusi, e si trattano i fenomeni di ipersensibilità e allodinia che rendono intollerabile anche un contatto leggero. Il recupero della sensibilità utile dipende in buona parte da questo lavoro.

Sintomi

  • Perdita o alterazione della sensibilità nel territorio del nervo interessato.
  • Debolezza o paralisi dei muscoli innervati, con difficoltà nei gesti che dipendono da loro.
  • Formicolii, scosse elettriche o bruciore lungo il decorso del nervo.
  • Ipersensibilità al tocco leggero, che può risultare francamente dolorosa.
  • Nel tempo, riduzione di volume dei muscoli e atteggiamenti viziati delle dita.

Cause

  • Ferite da taglio, la causa più diretta nella mano e nel polso.
  • Fratture e lussazioni che stirano o comprimono il nervo.
  • Compressioni prolungate, come nella sindrome del tunnel carpale o del canale cubitale.
  • Trazioni da trauma ad alta energia e, più raramente, forme senza causa evidente.

Diagnosi

La valutazione clinica mappa il territorio di alterata sensibilità e la forza dei muscoli innervati, distinguendo così il nervo coinvolto e il livello della lesione. L’elettromiografia con studio della conduzione documenta il tipo e la gravità del danno ed è l’esame che permette di seguire nel tempo la rigenerazione; l’ecografia e la risonanza mostrano la continuità anatomica del nervo. Nelle lesioni da taglio la decisione chirurgica è precoce e prevale sulla diagnostica strumentale.

Trattamenti

Tutori

Tutori personalizzati per proteggere il nervo lesionato nella fase di guarigione e prevenire le retrazioni. Tutori funzionali da utilizzare durante il giorno per sostituire la funzionalità dei muscoli deficitari.

Terapia Manuale

Tecniche specifiche per mobilizzare i tessuti ed evitare l'instaurarsi di rigidità e contratture spesso irreversibili.

Riabilitazione neuro-sensoriale

Verranno proposte esercizi specifici per migliorare la sensibilità periferica e prevenire fenomeni come l'ipersensibilità e allodinia. Inoltre i muscoli denervati saranno direttamente stimolati attraverso correnti elettriche specifiche.

Tempi di recupero

La rigenerazione nervosa procede lentamente, nell’ordine di un millimetro al giorno: a seconda del livello della lesione i tempi vanno da alcuni mesi a oltre un anno, e la riabilitazione accompagna tutto il percorso.

Quando rivolgersi subito a uno specialista

  • Perdita di sensibilità o di forza comparsa subito dopo una ferita da taglio: richiede una valutazione chirurgica urgente.
  • Deficit che peggiora progressivamente invece di stabilizzarsi.
  • Comparsa di ferite o ustioni non avvertite nella zona insensibile.

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