Scheda patologia
Scheda: Fratture

Dopo una frattura di mano, polso o gomito l’osso guarisce in alcune settimane, ma l’immobilità lascia spesso rigidità, gonfiore e perdita di forza. La riabilitazione serve a recuperare movimento e funzione, cominciando a muovere appena il medico lo consente.
Una frattura di mano, polso o gomito guarisce quasi sempre. Quello che non guarisce da solo è ciò che accade attorno all’osso mentre si consolida: la rigidità delle articolazioni vicine, il gonfiore che non si riassorbe, i tendini che perdono scorrimento, la muscolatura che si riduce. È qui che la riabilitazione decide il risultato finale.
Il vero problema non è l’osso
La mano è fatta di molte articolazioni piccole e di tendini lunghi che scorrono in guaine strette. È una struttura che tollera male l’immobilità: bastano poche settimane di gesso perché i tessuti molli si accorcino, le capsule articolari si retraggano e le aderenze comincino a fissare i piani che dovrebbero scivolare l’uno sull’altro. Il paradosso della traumatologia della mano è che spesso il segmento fratturato torna solido e il dito accanto, mai rotto, resta il più rigido.
A questo si aggiunge l’edema. Il gonfiore post-traumatico non è solo un fastidio estetico: è un tessuto ricco di proteine che, se ristagna, si organizza e diventa esso stesso un freno meccanico al movimento. Controllarlo fin dai primi giorni è una delle azioni con il rendimento più alto di tutto il percorso.
Le fasi del recupero
Nella fase di consolidamento l’obiettivo è proteggere la frattura e allo stesso tempo tenere in movimento tutto ciò che può muoversi: le articolazioni non coinvolte, la spalla, il gomito, le dita libere. Quando il consolidamento lo consente si passa al recupero dell’articolarità, gradualmente e senza forzature dolorose. Solo dopo, su un’articolazione che ha ritrovato escursione, si costruisce forza. Invertire questi tempi — cercare forza su un’articolazione ancora rigida — è l’errore che allunga i percorsi.
Il ruolo della fisioterapia
Il terapista della mano lavora in accordo con il chirurgo o l’ortopedico, perché i tempi di carico dipendono dal tipo di frattura e dalla sintesi utilizzata. Gli strumenti sono il controllo dell’edema, la terapia manuale per restituire scorrimento ai piani tissutali, le ortesi — che qui non servono solo a proteggere ma anche a portare progressivamente un’articolazione retratta verso l’escursione perduta — e l’esercizio, prima per la mobilità e poi per la forza, fino al ritorno ai gesti reali della giornata e del lavoro.
Sintomi
- Dolore e gonfiore nella sede della frattura, spesso esteso alle dita.
- Limitazione del movimento delle articolazioni vicine al focolaio.
- Rigidità che aumenta dopo il periodo di immobilizzazione.
- Perdita di forza nella presa e difficoltà nei gesti quotidiani.
- Talvolta ipersensibilità o alterazione della sensibilità della cute nella zona.
Cause
- Cadute sulla mano aperta, la causa più frequente di frattura del polso.
- Traumi diretti e schiacciamenti, tipici degli infortuni sul lavoro.
- Traumi sportivi da contatto o da caduta.
- Fragilità ossea da osteoporosi, che rende sufficiente un trauma di bassa energia.
Diagnosi
La diagnosi di frattura è radiografica e di competenza ortopedica; la TC serve nelle fratture articolari complesse per definire i frammenti. Nella fase riabilitativa la valutazione cambia oggetto: si misurano l’escursione articolare con il goniometro, il volume dell’edema, la forza di presa e di pinza, la sensibilità e l’autonomia nelle attività quotidiane. Sono questi parametri, ripetuti nel tempo, a dire se il percorso sta funzionando.
Trattamenti
Tutori
Tutori personalizzati per stabilizzare la frattura nella fase di guarigione e in una seconda fase allungare i tessuti rigidi se necessario.
Terapia Manuale
Tecniche specifiche per ridurre il dolore e aumentare la flessibilità dei tessuti.
Esercizi di Mobilità e rinforzo muscolare
Verranno proposte esercizi specifici per migliorare la flessibilità e il controllo neuromuscolare. Seguirà un percorso di rinforzo muscolare per garantire stabilità e resistenza al segmento coinvolto.
Tempi di recupero
Il consolidamento osseo richiede in genere 4-8 settimane, ma il recupero funzionale completo è più lungo: 3-6 mesi per le fratture del polso, con variabilità legata al tipo di frattura e alla rigidità iniziale.
Quando rivolgersi subito a uno specialista
- Dolore sproporzionato, con cute lucida, alterazioni del colore, della temperatura e della sudorazione: quadro da segnalare subito, può indicare una sindrome dolorosa regionale complessa.
- Formicolio persistente, perdita di sensibilità o deficit di forza di nuova comparsa.
- Gonfiore che aumenta rapidamente con dolore ingravescente sotto il tutore o il gesso.
Mappa del dolore
Tocca il punto del braccio in cui senti dolore e guarda cosa c’è sotto, in 3D.
Se ti riconosci in questi sintomi
Prenota una valutazione fisioterapica specialistica della mano.


