Scheda patologia
Scheda: Lesioni Legamentose

Una lesione legamentosa è lo stiramento o la rottura di un legamento, la struttura che tiene unite le ossa di un’articolazione: nella mano e nel polso capita dopo cadute e traumi sportivi. Dà dolore, gonfiore e a volte instabilità. Secondo la gravità si tratta con tutore e riabilitazione oppure con la chirurgia.
I legamenti sono i tiranti che tengono insieme le articolazioni e ne guidano il movimento. Quando si lesionano, il problema non è solo il dolore del momento: è l’instabilità che resta, cioè la perdita del controllo fine con cui le superfici articolari si muovono l’una sull’altra.
Perché una distorsione della mano non è mai «solo una storta»
Nel polso e nelle dita le articolazioni sono piccole e i margini di errore minimi. Un legamento che guarisce allungato lascia un’articolazione che si muove in modo scorretto di pochi millimetri — abbastanza perché il carico si concentri dove non dovrebbe. Nel tempo questo si traduce in dolore cronico e in usura precoce della cartilagine. È il motivo per cui le lesioni legamentose del polso vanno riconosciute presto: una diagnosi tardiva cambia la prognosi molto più che in altri distretti.
Le lesioni che si incontrano più spesso
- Legamento collaterale ulnare del pollice, il cosiddetto pollice dello sciatore, da caduta con il bastoncino in mano
- Legamento scafo-lunato e luno-piramidale, che stabilizzano le ossa del carpo fra loro
- Complesso fibrocartilagineo triangolare (TFCC), sul versante ulnare del polso
- Legamenti collaterali delle dita, tipici dei traumi da palla
- Legamenti collaterali del gomito
- Pulegge delle dita, lesione caratteristica dell’arrampicata sportiva
Il ruolo della fisioterapia
Il percorso segue una sequenza obbligata. Prima la protezione: un periodo di immobilizzazione, con ortesi su misura, che consenta al legamento di cicatrizzare senza essere continuamente sollecitato in allungamento. Poi la mobilizzazione cauta, entro i limiti che non stressano la struttura in guarigione, per evitare che il prezzo della stabilità sia la rigidità. Infine il recupero della forza e — la parte che spesso viene saltata — la rieducazione propriocettiva: riaddestrare il controllo neuromuscolare che dà stabilità dinamica all’articolazione, perché la stabilità non è solo questione di legamenti ma anche di muscoli che reagiscono in tempo.
Quando la lesione è completa o l’instabilità è marcata, la strada può essere chirurgica; anche in quel caso la riabilitazione post-operatoria segue la stessa logica, con tempi dettati dal tipo di ricostruzione.
Sintomi
- Dolore localizzato sull’articolazione interessata, spesso comparso dopo un trauma preciso.
- Gonfiore ed ematoma nelle ore successive all’evento.
- Sensazione di cedimento o di articolazione che «non tiene» sotto carico.
- Perdita di forza nella presa, in particolare nella pinza pollice-indice.
- Scrosci o scatti durante il movimento, tipici delle lesioni carpali.
Cause
- Traumi distorsivi: caduta sulla mano aperta, dito piegato in direzione anomala.
- Traumi sportivi, dallo sci agli sport di palla all’arrampicata.
- Sollecitazioni ripetute che indeboliscono progressivamente il legamento.
- Degenerazione legata all’età, in particolare per il complesso fibrocartilagineo triangolare.
Diagnosi
La valutazione clinica esamina la sede del dolore e la stabilità articolare con test specifici che sollecitano in modo selettivo ogni legamento. La radiografia esclude fratture associate e può evidenziare disallineamenti fra le ossa del carpo; la risonanza magnetica, eventualmente con contrasto, e l’artroscopia restano il riferimento per le lesioni intracarpali e del TFCC. Il punto critico è il sospetto precoce: molte lesioni legamentose del polso vengono inizialmente scambiate per semplici distorsioni.
Trattamenti
Tutori
Tutori personalizzati per stabilizzare il legamento infortunato nella fase di guarigione.
Terapia Manuale
Tecniche specifiche per ridurre il dolore e aumentare la flessibilità dei tessuti.
Esercizi di Mobilità e rinforzo muscolare
Verranno proposte esercizi specifici per migliorare la flessibilità e il controllo neuromuscolare. Seguirà un percorso di rinforzo muscolare per garantire stabilità e resistenza al segmento coinvolto.
Tempi di recupero
Le lesioni parziali recuperano in genere in 6-12 settimane; dopo una ricostruzione chirurgica il ritorno completo alle attività richiede 3-6 mesi.
Quando rivolgersi subito a uno specialista
- Instabilità evidente, con articolazione che cede al minimo carico.
- Deformità visibile o impossibilità di muovere il segmento dopo il trauma.
- Dolore e gonfiore che non migliorano affatto dopo 2-3 settimane: va riconsiderata la diagnosi.
Mappa del dolore
Tocca il punto del braccio in cui senti dolore e guarda cosa c’è sotto, in 3D.
Se ti riconosci in questi sintomi
Prenota una valutazione fisioterapica specialistica della mano.


