Scheda patologia
Scheda: Tunnel Carpale

La sindrome del tunnel carpale è la compressione del nervo mediano al polso. Dà formicolio e intorpidimento a pollice, indice e medio, spesso di notte, e nei casi avanzati perdita di forza. Nelle forme lievi e moderate si tratta con tutore notturno ed esercizi; in quelle più gravi si valuta l’intervento.
La sindrome del tunnel carpale è la neuropatia da compressione più frequente dell’arto superiore. Il nervo mediano viene compresso nel suo passaggio attraverso il polso, e il risultato è quel misto di formicolio, intorpidimento e dolore che sveglia di notte e fa sfuggire gli oggetti di mano.
Che cosa succede dentro il polso
Il tunnel carpale è un canale rigido: sul fondo e ai lati le ossa del carpo, sopra il legamento trasverso del carpo. Dentro passano i nove tendini flessori delle dita e, sopra di loro, il nervo mediano. È lo spazio più stretto del percorso del nervo, e non ha margine di espansione: qualunque cosa aumenti il volume del contenuto — l’ispessimento delle guaine tendinee, un edema, una variazione ormonale — si traduce in pressione sul nervo.
La compressione prolungata interferisce prima con la conduzione sensitiva, e per questo i primi disturbi sono formicolio e alterazione della sensibilità nelle prime tre dita e mezzo. Solo più tardi, se la compressione persiste, cede anche la parte motoria: compare la difficoltà a opporre il pollice e, nei quadri avanzati, l’assottigliamento visibile del cuscinetto muscolare alla base del pollice.
Perché i sintomi arrivano di notte
È il segno più tipico e quello che porta la maggior parte delle persone in studio. Durante il sonno il polso tende a piegarsi, e sia la flessione sia l’estensione riducono lo spazio disponibile nel tunnel. A questo si somma il ristagno di liquidi nelle ore di immobilità. Il risultato è il risveglio con la mano addormentata e la necessità di scuoterla per «riattivarla»: quel gesto istintivo è talmente costante da avere un nome clinico proprio.
Il ruolo della fisioterapia
Nelle forme lievi e moderate il percorso conservativo è la prima scelta e ha buone probabilità di riuscita. Si lavora su tre fronti: togliere pressione al nervo, restituirgli capacità di scorrimento nei tessuti che attraversa, e cambiare ciò che nella giornata lo carica. L’ortesi notturna, confezionata su misura per tenere il polso in posizione neutra, è la misura con il rapporto beneficio-impegno migliore, perché agisce proprio nelle ore in cui la compressione è massima.
Quando invece il deficit è già motorio, o l’esame elettrofisiologico documenta una sofferenza avanzata, il confronto con il chirurgo diventa parte del percorso e non una sconfitta della riabilitazione: in quel caso la fisioterapia accompagna il prima e il dopo dell’intervento, con obiettivi diversi.
Sintomi
- Formicolio e intorpidimento di pollice, indice, medio e metà anulare.
- Risveglio notturno con la mano addormentata e bisogno di scuoterla.
- Dolore al polso che può risalire lungo l’avambraccio.
- Perdita di forza nella presa: gli oggetti sfuggono di mano.
- Nei quadri avanzati, difficoltà a opporre il pollice e riduzione di volume del cuscinetto tenar.
Cause
- Movimenti ripetuti di flesso-estensione del polso e uso prolungato di strumenti vibranti.
- Condizioni che aumentano il volume dei tessuti nel tunnel: gravidanza, ipotiroidismo, diabete, artrite reumatoide.
- Esiti di fratture o traumi del polso che ne modificano la geometria.
- Più frequente nelle donne e dopo i 40 anni.
Diagnosi
La diagnosi parte dalla clinica: distribuzione dei sintomi, prevalenza notturna, test di provocazione che riproducono il formicolio nel territorio del nervo mediano e valutazione della sensibilità e della forza. L’elettromiografia con studio della conduzione nervosa quantifica la sofferenza del nervo ed è il riferimento quando si deve decidere fra percorso conservativo e chirurgico; l’ecografia aggiunge informazioni sulla forma del nervo e sulle strutture circostanti.
Trattamenti
Terapia Manuale
Tecniche manuali che aiutano a ridurre la pressione sul nervo mediano, alleviando il dolore e ripristinando la funzionalità del polso.
Tutori
Tutori personalizzati di scarico per ridurre l'infiammazione e stimolare la guarigione dei tessuti.
Esercizio terapeutico
Esercizi mirati per mobilizzare il nervo compresso e diminuire l'infiammazione dei tendini.
Tempi di recupero
Nelle forme lievi-moderate i sintomi notturni migliorano spesso entro 4-6 settimane di percorso conservativo; dopo l’intervento chirurgico il recupero funzionale richiede in genere 6-12 settimane.
Quando rivolgersi subito a uno specialista
- Perdita di sensibilità continua, non più intermittente, nelle prime tre dita.
- Riduzione visibile del volume muscolare alla base del pollice.
- Debolezza che impedisce di afferrare o di tenere gli oggetti.
Mappa del dolore
Tocca il punto del braccio in cui senti dolore e guarda cosa c’è sotto, in 3D.
Se ti riconosci in questi sintomi
Prenota una valutazione fisioterapica specialistica della mano.


