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Scheda patologia

Scheda: Lesione del TFCC (dolore ulnare del polso)

21 ottobre 2026 3 min Luca Bonato Revisionato il 21 ottobre 2026
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Fisioterapista che guida una persona con una fascia elastica verde

Il TFCC (complesso fibrocartilagineo triangolare) è un insieme di strutture legamentose e cartilaginee che stabilizza il radio e l’ulna, le due ossa che formano il polso. Una sua lesione, dopo una caduta o per sovraccarico, dà dolore sul versante ulnare, scatti e a volte un senso di instabilità nel ruotare l’avambraccio. Molti casi si trattano senza chirurgia, con tutore, esercizi specifici e un graduale ritorno all’attività.

Il dolore sul lato ulnare del polso è uno dei più difficili da interpretare: la zona è piccola, ma in poco spazio sono presenti numerose articolazioni, legamenti, nervi e vasi sanguigni. Una delle cause più frequenti è il TFCC, la sigla inglese di complesso della fibrocartilagine triangolare.

A cosa serve il TFCC

Fra l’ulna e le ossa del carpo c’è un cuscinetto di cartilagine tenuto in posizione da legamenti. Funziona come un menisco del polso: assorbe i carichi quando si appoggia o si afferra, e tiene stabile l’articolazione radio ulnare distale, quella che permette all’avambraccio di ruotare, come quando si gira una chiave o si apre un barattolo.

Come si lesiona

La prima è traumatica: una caduta sul palmo a polso esteso, una torsione brusca, una trazione violenta.

La seconda è degenerativa: nella maggioranza dei casi è asintomatica, tipico in chi è esposto a carichi elevati, per esempio nella ginnastica, nel tennis, nel golf, nel padel o nei lavori di forza.

Il ruolo della fisioterapia

Molte lesioni, soprattutto quelle degenerative e le lesioni stabili, si trattano senza intervento. Nelle prime settimane si scarica la zona con un tutore che limita rotazione e carico, poi si riprende il movimento con gradualità. Il cuore del percorso è la stabilità: esercizi di controllo e di forza dei muscoli di polso e avambraccio, che fanno da sostegno dinamico al TFCC. Se la lesione è instabile, o il percorso conservativo non porta miglioramenti, il confronto con il chirurgo della mano è il passo successivo.

Sintomi

  • Dolore sul lato esterno del polso, fra l’osso sporgente dell’ulna e il carpo.
  • Peggioramento nella rotazione dell’avambraccio, nell’appoggio sulla mano e nelle prese strette.
  • Possono essere presenti rumori articolari al polso durante i movimenti, associati o meno a dolore.
  • Sensazione di instabilità o di cedimento del polso.
  • Gonfiore e dolorabilità locale dopo un trauma.

Cause

  • Caduta sul palmo con il polso esteso e un trauma da torsione o trazione.
  • Carico ripetuto in ginnastica, sport di racchetta, golf e lavori di forza.
  • Frattura del radio distale, anche guarita, non rilevata in sede operatoria.
  • Usura legata all’età, in cui la cartilagine si assottiglia.
  • Ulna relativamente lunga rispetto al radio, che aumenta il carico sul cuscinetto.

Diagnosi

Si parte dalla clinica: punto preciso del dolore, test di compressione e rotazione del polso, stabilità dell’articolazione radio ulnare. La radiografia è utile in caso di trauma ad alta energia rilevando un distaccamento dello stiloide ulnare su cui si inserisce la TFCC; la risonanza magnetica invece è poco specifica per rilevare danni a una struttura così piccola. L’artroscopia di polso è il riferimento per la diagnosi e consente anche di trattare la lesione.

Trattamenti

Tutore di scarico

Un tutore che limita rotazione e carico del polso nelle prime settimane, per dare ai tessuti irritati il tempo di ridurre il carico.

Esercizio terapeutico

Esercizi progressivi di controllo e forza di polso e avambraccio, per stabilizzare il polso e tornare ai gesti di lavoro e sport.

Tempi di recupero

Con un percorso conservativo il dolore si calma spesso in alcune settimane di scarico, mentre il ritorno a sport e lavori di carico richiede più tempo per recuperare forza e stabilità. Dopo un intervento il polso viene protetto per circa 6 settimane, il recupero completo è di circa 3 mesi.

Quando rivolgersi subito a uno specialista

  • Polso che cede o si blocca durante i movimenti.
  • Dolore forte e gonfiore dopo una caduta, con deformità visibile.
  • Rotazione dell’avambraccio nettamente limitata.
  • Dolore notturno o a riposo che non migliora con lo scarico.

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